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Ruggero d’Alessandro

L’isola infinita,

la villa dei mostri

Il romanzo di mio padre attraverso la storia della Sicilia dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta.

Introduzione

Sicilia, un’isola infinita

Sicilia, quest’isola infinita, è tante cose: sabbia dei mari che vi s’incrociano e una decina di dominazioni straniere; isola impareggiabile e orde turistiche distribuite per le provincie; pagine e pagine di Storia confuse fra i profumi asprigni dei campi di agrumi. Poco discosta da Palermo “capitale” sorge Bagheria, città di 55 mila anime: con al centro di piazza Garibaldi la Villa “dei mostri” Palagonia. Il romanzo ne racconta le storie familiari succedutesi fra il 1888 e il 1959, perse e poi raccolte, fra racconti tramandati e schizzi di fantasia.
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Fu dunque in un simile ambiente, popolato da mostri di calcare e da parenti originali, stravaganti, qualcuno proprio matto da legare, che crebbe il bambino dai capelli rossi come il fuoco di un vulcano in miniatura.

ruggero d’alessandro

il romanzo siciliano

Leggi i capitoli

1.1 – Il giardino dei mostri

La sfera bianchiccia aveva pulsato tutto il santo giorno, senza un istante di requie. Nemmeno una nuvola a oscurare il cielo, per offrire qualche frammento di frescura alle genti disidratate da quei raggi malefici. Il sole lo si narra ai propri figli come entità...

1.2 – La grande guerra dello Zio Adolfo

Il piccolo Vittorio crescendo si imbatte nella storia, la prima guerra mondiale, seppur lontana dalla Sicilia, coinvolge la sua famiglia e lo Zio Adolfo, un parente ritenuto non proprio “normale”, è chiamato al fronte da cui tutti si chiedono se ritornerà.

1.3 – Tarzan in Sicilia

Il piccolo Vittorio dai dieci anni cominciò a essere sempre meno piccolo. L’altezza dei genitori era del tutto nella norma per i tempi e la latitudine: Natale sul metro e sessantacinque, Maria poco meno di uno e sessanta. Ma tutti e quattro i figli maschi si...

l’autore

Ruggero D’Alessandro

Sono nato a Palermo nell’ormai remoto giugno del ’62. Il periodo è piuttosto animato: ce n’è per tutti i gusti, dato che si va da Giovanni XXIII che indice il “Concilio Ecumenico Vaticano II” alle scaramucce triangolate fra, da un lato, Cuba e URSS, e USA dall’altro; dai Beatles che registrano il primo 45’ (dopo aver strappato un contratto alla EMI che però rifiuta incredibilmente i Rolling Stones, passati poi alla Decca) a Mary Quant che progetta la famosissima minigonna – presto destinata a gloria muliebre e globalizzata.

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